Mollare non è una cosa da deboli by Julia Keller

Mollare non è una cosa da deboli by Julia Keller

autore:Julia Keller [Keller, Julia]
La lingua: ita
Format: epub
editore: Sperling & Kupfer
pubblicato: 2023-04-04T12:00:00+00:00


Ma com’è successo? C’è stata una riunione segreta di ricchi e potenti a Jackson Hole o a Davos che ha deciso di attribuire tutte le colpe dei mali della società a chi non persevera? È un complotto per tenere assoggettato il popolo? Mi immagino una specie di signor Burns dei Simpson che con un ghigno malefico e il libro di Smiles in mano annuncia il piano ai miliardari lì riuniti.

No, non è così che funziona la cultura. La cultura è il risultato di un lento e graduale accumulo di elementi diversi: canti, storie, ricerche, miti, pettegolezzi, pubblicità, slogan e via dicendo. Non è un processo che avviene alla luce del sole, ma che nondimeno permea tutti i livelli della società. Le norme culturali non vengono introdotte per legge o decreto, e non hanno una data di inizio precisa: un bel giorno ti accorgi che ce n’è una nuova e ti sembra che ci sia sempre stata. Come osserva Louis Menand: «La cultura si trasforma non mediante interventi precisi e programmatici, ma attraverso le ripercussioni imprevedibili dei mutamenti sociali, politici e tecnologici, e tramite casuali episodi di impollinazione incrociata».10

Viviamo in un mondo pervaso dall’idea di Smiles secondo cui solo la perseveranza produce risultati, e di conseguenza il mancato raggiungimento dei propri traguardi è da attribuire unicamente a un’assenza di tenacia. Come osserva Sarah Kendzior in una raccolta di scritti sul sistema americano delle caste e sul problema della giustizia sociale: «Se la ricchezza diventa una virtù, la sfortuna diventa un vizio».11 Passi il tempo sotto le coperte, sei un pelandrone, non credi in te stesso, molli troppo presto. E se osi menzionare qualche altro fattore che potrebbe aver determinato le opportunità che la vita ti ha dato, vieni liquidato come un piagnone.

L’esaltazione della perseveranza è insidiosa non perché afferma che cambiare se stessi è possibile – certo che lo è, succede di continuo – ma perché implica che il risultato degli sforzi individuali è interamente nelle mani del singolo. Quindi, se le forze sociali e i fattori politici non contano nulla e sono irrilevanti per il destino dell’individuo, a che serve auspicare un sistema fiscale più equo, o costruire case popolari per i meno abbienti?

Gli schemi di marketing piramidale sfruttano abilmente la tendenza ad attribuire il successo e i fallimenti unicamente agli sforzi del singolo. Sono sistemi di vendita diretta che fanno leva sulle insicurezze e sulle debolezze delle persone: siamo tutti in cerca di conferme (così come siamo tutti alla ricerca di un reddito extra) e ci lasciamo convincere che se ci impegniamo abbastanza il successo è garantito. Se i tuoi volumi di vendita non rispettano gli obiettivi prefissati, la colpa non può certo essere dei prodotti o della tecnica di marketing: è per forza tua, perché hai rinunciato troppo facilmente. Anche qui il colpevole è sempre lo stesso: la rinuncia.

In realtà è la soluzione.

E c’è un modo per farlo bene.



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